Oggi! Salve, sono un ragazzo di 24 anni, gioco a calcio a livello dilettantistico con 4 impegni settimanali esclusa la partita della domenica. La mia domanda è molto semplice, in pratica non vorrei assumere alcuna forma di integratori pre e post allenamento... Leggi tutto...
Salve, volevo porre una domanda a cui forse qualcuno può rispondere. Nell'ambito degli integratori alimentari a base di glucidi, è emerso un parametro simile all'indice glicemico, che apparentemente vuole dire la stessa cosa, ovvero la Destrosio equivalenza (DE).
Questo valore in ambito degli integratori, viene sempre accomunato alle maltodestrine o al vitargo (in riferimento al glucosio), ovvero derivati idrolizzati (pre-digeriti) dell'amido, dalle catene più o meno lunghe, e quindi dalla velocità di assimilazione variabile.
Da quello che si evince, la destrosio equivalenza determina la velocità di assimilazione di un carboidrato in base alla sua struttura polimerica, cioè "catene più lunghe=più lenta assimilazione=DE bassa"; "catene più corte=più rapida assimilazione=DE più alta".
Detto questo, pare che il significato di DE voglia dire la stessa cosa del IG, sebbene la sua definizione di calcolo sia diversa ("velocità di assimilazione di un cibo contenente 50 g di carboidrati", contro "grado di idrolisi delle catene polimeriche del glucosio").
Però c'è qualcosa che non torna: se la DE fosse proporzionale al IG, significherebbe che potrei calcolare anche il carico glicemico di un integratore glucidico, e trovare la soglia in cui una sua assuzione potrebbe potenzialmente causare iperglicemia (sto parlando in condizioni di riposo). Ed essendo in soluzione liquida, passando rapidamente il tratto gastrico, e giungendo in breve tempo all'intestino tenue, ed essendo già pre-digerito, questo non significa forse che, se assunto con CG alto, determini iperglicemia in tempi brevi?
A questo punto si capisce che, sebbene questi integratori siano di assimilazione graduale, anche questi potrebbero potenzialmente causare iperglicemia. Anche l'amido, o un cibo altamente amidaceo raffinato, analogamente, può facilmente portare ad iperglicemia se assunto in quantità solo modeste, sebbene venga considerato (discutibilmente) ad assimilazione "graduale".
Come secondo punto, in un articolo su my-personaltrainer sul vitargo (http://www.my-personaltrainer.it/integratori/vitargo.html), viene detto che il sito ufficiale (http://www.vitargo.com/faq/) dichiara che l'IG del vitargo è di circa 137 (?!?).
Ora, immagino che questi IG sia rapportato a quello del pane bianco, infatti guardando la tabella del IG dei cibi in base al pane bianco, viene fuori che 137 è anche l'IG del glucosio e delle maltodestrine. Ma non si era detto che maltodestrine e vitargo, essendo dei polimeri del glucosio, devono essere assimilati gradualmente? E se sono assimilati gradualmente, non dovrebbero avere un IG inferiore, e quindi anche DE inferiore? Allora ciò significherebbe che se ingerisco questi integratori nel pre-workout, questi vengono assimilati subito. In questo caso basterebbe l'assunzione di 20 grammi di questi integratori per ottenere un carico glicemico alto.E dunque quale sarebbe la differenza con l'assunzione di glucosio?
E ancora, se DE e IG sono relazionati e proporzionali, perchè maltodestrine e vitargo hanno una DE bassa (che signifcherebbe tempi di assimilazione lunghi), ma un IG pari a quello del glucosio (che significherebbe tempi di assimilazione rapidissimi)?
Se DE e IG misurano entrambi la velocità si assimilazione di un carboidrato, perchè nei confronti di questi integratori glucidici, un indice da un risultato analogo a quello del glucosio, e l'altro ne da uno opposto?
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Dubbio condivisibile che mi ero posto anch'io a suo tempo. Cerco di risponderti brevemente, dopodiché mi riguardo gli articoli del sito anche se mi sembra di aver già specificato la mia ipotesi in merito.
Innanzitutto ti confermo che per il vitargo sul sito ufficiale si conferma un IG di circa 137 http://www.vitargo.com/faq/ . A questo punto l'unica spiegazione al fenomeno è il concetto di osmosi.
La bassa destrosio equivalenza, ovvero la complessità della catena glucidica, si traduce in un alto indice glicemico per il più rapido assorbimento intestinale. A quanto pare, quindi, l'elemento fondamentale riguarda l'osmolarità, alta per gli zuccheri semplici e bassa per i polimeri più complessi come il vitargo.
Per questioni osmotiche, un pasto ricco di zuccheri semplici tende a richiamare acqua nel tratto gastrointestinale, rallentando la velocità di transito nel tubo digerente. Ciò non accade per il vitargo, che - sebbene la cosa sembri paradossale - dati alla mano sembra essere digerito ed assorbito a velocità superiori rispetto al glucosio. Altrimenti non vedrei come spiegare l'IG superiore.
Bisognerebbe poi confrontare la struttura molecolare del vitargo rispetto a quella delle maltodestrine, perché più ramificata è questa struttura e minore è il tempo di digestione. Da quanto mi risulta, le maltodestrine sono formate da legami glucosidici alfa 1-4, quindi lineari, mentre il vitargo ha una struttura più ramificata, quindi più facilmente digeribile nonostante la catena glucidica più lunga (perché espone agli enzimi amilasi e destrinasi una maggiore superficie specifica).
Questo comunque sembra essere, almeno in questo caso, superato per importanza dalla bassa osomolarità delle bevande a base di vitargo.
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Messaggio originale inviato da AdminGilles:
Bisognerebbe poi confrontare la struttura molecolare del vitargo rispetto a quella delle maltodestrine, perché più ramificata è questa struttura e minore è il tempo di digestione.
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ma l'osmolarità non dipende dalla concentrazione della bevanda e quindi dal rapporto tra acqua e sostanza? potrei quindi creare una bevanda ipotonica (cioè ad esempio 250 milliosmoli) usando comunque il vitargo e quindi accelerando il processo di assimilazione, solo regolando la concentrazione della stessa.Messaggio originale inviato da Gilles Ferraresi:
A quanto pare, quindi, l'elemento fondamentale riguarda l'osmolarità, alta per gli zuccheri semplici e bassa per i polimeri più complessi come il vitargo.
Messaggio originale inviato da Gilles Ferraresi:
dati alla mano sembra essere digerito ed assorbito a velocità superiori rispetto al glucosio.
Se le tabelle danno univocamente l'informazione che sia vitargo che maltodestrine hanno lo stesso IG del glucosio (effettivamente anche altre fonti lo confermano), a quel punto la struttura molecolare forse conta in maniera irrilevante. Anche grano e riso hanno un amido di diversa struttura (diverso rapporto amilosio/amilopectina) e quindi un IG diverso in base a questo fattore, ma ciò non toglie che entrambi, se vengono cucinati oltre il limite, e quindi resi più digeribili (come può accadere per la pre-digesione enzimatica degli integratori), hanno un IG vicino a quello del glucosio, se non pari.Messaggio originale inviato da Gilles Ferraresi:
Bisognerebbe poi confrontare la struttura molecolare del vitargo rispetto a quella delle maltodestrine, perché più ramificata è questa struttura e minore è il tempo di digestione.
forse mi sono piegato male. Non intendevo dire che vitargo e malto non alzino la glicemia, ci mancherebbe, ma intendevo dire che, per come viene in genere inteso il significato di DE, un valore basso (e quindi una catena polimerica più lunga) "sarebbe" sinonimo di assimilazione più lenta e graduale, e quindi porterebbe a pensare che sia anche sinonimo di basso IG, e di conseguenza indurrebbe ancora a pensare che questi integratori possano essere assunti prima dell'allenamento (qualcuno infatti lo dice), aerobico o anaerobico che sia, perchè tanto l'assimilazione "sarebbe graduale". Ma questo contrasta con quanto viene detto.Messaggio originale inviato da Riccardo Borgacci:
certo che un'integratore maltodestrinico innalza la glicemia!
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